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Vialli non fu più convocato in Nazionale per uno scherzo a Sacchi

Gianluca Vialli è stato uno dei migliori attaccanti della sua generazione, ancora oggi amatissimo. Retroscena sulla sua mancata convocazione in Nazionale.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

06/12/2024 19:52 - Rassegna stampa
Vialli non fu più convocato in Nazionale per uno scherzo a Sacchi

Il mondo del calcio non ha mai dimenticato Gianluca Vialli. Si moltiplicano gli aneddoti che hanno come protagonista l'ex Juventus. Marco Ansald, per il quotidiano La Stampa, raccontò l'addio di Vialli alla Nazionale. La sua ultima partita fu Malta-Italia 1-2 del 19 dicembre 1992.


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Nel corso del tempo, lo stesso Gianluca ha poi ricordato di essere stato lui a rifiutare alcune convocazioni. Ecco l’articolo risalente al '95: "Una spruzzata di parmigiano. Per chi non è allergico al formaggio è uno dei piaceri della tavola. Ma per chi è allergico agli scherzi può diventare un motivo per rompere un rapporto e non riaprirlo più. I retroscena dell’ostracismo comportamentale di Sacchi a Vialli portano a storie piccole. Anzi piccine. Tanto è vero che i protagonisti le tengono nascoste, a raccontarle potrebbero arrossire: dietro l’esclusione di un attaccante carismatico, in forma, ci sono pure episodi ridicoli. Come il parmigiano che cadde sui pantaloni dell’Arrigo mercoledì 16 dicembre del ’92 durante il ritiro alla Borghesiana, estrema periferia di Roma".


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"Vigilia della partita - si legge -  con Malta, che non era propriamente l’evento dell’anno: clima un po’ svaccato, prima di Natale. Insomma quel genere di situazioni che Sacchi detesta. 'Intensi, intensi'. Sì, buona notte. E, raccontano testimoni, a tavola successe l’incidente. Vialli fece riempire di parmigiano grattugialo il tovagliolo di Sacchi e quando l'ex ct lo mise al collo potete immaginare cosa accadde".

"L’Arrigo che ride spesso, e mai di sé, non gradì. Il nome di Vialli, che a Malta segnò un gol in una delle peggiori partite del ciclo sacchiano, non comparve più nelle convocazioni successive. Un caso? Forse. In quel periodo il Gianlucaccio stentava nella Juve, Trap e Boniperti ipotizzavano di farne un centrocampista e Sacchi trovò la scusa già impacchettata come una caramella. Quel ragazzo dal look imbarazzante e un po’ sopra le righe era agli antipodi del suo modo di concepire il gruppo. Troppa personalità. Troppa esuberanza", sottolineò il quotidiano.


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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